E poi arriva il natale.
È una di quelle cose che accadono, non puoi evitare.
Io non sono una grossa amante del natale, che lo dico a fare, non sono nemmeno cattolica. Ma lo festeggio per le bambine, e perché mi piace fare i regali. Quest’anno, poi, un buon motivo per festeggiarlo me lo hanno dato mia mamma e mia sorella, che sono venute qui a Roma a passarlo con noi.
Ovviamente la cosa non è semplice. Non parlo della convivenza, parlo proprio dello spazio vitale che scarseggia da morire. Giocattoli in ogni dove. Bambini urlanti che si litigano il carrellino della colazione che Babbo Natale ha portato a Ilaria. 
Furby che si accendono da soli. Macchine che rischiano di far prendere il volo a noi poveri passanti ignari. Bambole inquietanti che gattonano ripetendo “mammamammamammamammamammamamma”, cadono, piangono e si rialzano da sole ricominciando a dire “mammamammamammamammamammamamma”.
Gli spazi limitati, in effetti.
E dover dormire con mia sorella e Frafra con il babbo? Dove lo lasciamo? E con mia sorella che raffreddato com’è russa come una motosega! Sono qui 9 giorni ma ho perso il conto dei calci che le ho dato o delle gomitata che si è presa per cercare di farla smettere. E a Frafra con il babbo non è che sia andata meglio, anzi, russa di più e più forte.
Ma chi se ne frega alla fine.
Ho qui la mia famiglia e di tutto il resto chi se ne importa! Vedere i bambini insieme, tra una pausa di litigio e un’altra, è una cosa bellissima.
Se il tempo ci assiste poi ci faremo tante passeggiate.
Certo, Mattia che piange durante la notte mette a dura prova il mio sistema nervoso, e le occhiaie con le quali mi sto alzando ne sono la prova, ma vabbé, sopravviveró.
Buon Natale!
Dal cellulo in fretta in fretta

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