Che poi niente,
stiamo la maggior parte delle volte a guardare le situazioni che scorrono sotto i nostri occhi ma non è che ci impegniamo poi per creare dei cambiamenti.
Se c’è una cosa che non ci va bene, dovremmo cercare di cambiarla, se poi però vediamo che non c’è via d’uscita dovremmo cercare di dare un segnale in altro modo, non è impossibile, e non è nemmeno possibile continuare a subire una situazione guardando solo al momento presente e non ai futuri danni che ne potrebbero conseguire.
Abbiamo alla fine tolto nostra figlia dalla scuola in cui stava, prima abbiamo parlato con chi di dovere per cercare di far cambiare la situazione, la risposta è stata “datemi una settimana di tempo” ma il giorno dopo c’è stata la messa alla berlina della bambina al centro della classe, con livido del calcio messo in evidenza, finta ramanzina, discorso sul “lui è pieno di rabbia perché voi non lo accettate”, e poi alle spalle della maestra (che non mi interessa più se era li, se non c’era, se ha visto e non ha fatto niente, se non ha visto perché guardava altrove, se stava al cellulare, in bagno, alla macchinetta del caffè, nell’altra classe distratta o dove cavolo voleva lei) l’ennesima presa per il culo della bambina da parte del bullo/disagiato/maleducato/violento che, poverino, è così a causa degli altri bambini che non lo accettano. Quindi la bambina è uscita in lacrime da scuola, raccontando della vergogna provata a stare di fronte agli altri, a sollevare il pantalone, e ad essere comunque presa in giro dal solito bullo.
E poi dai, io non lo posso tollerare. Che vuol dire lui picchia ed è pieno di rabbia perché voi non lo accettate? Ma vi prego! Io non posso minimamente accettare un discorso del genere. MAI MAI MAI si deve giustificare la violenza. Da divorziata da un uomo violento per me è il sinonimo del “Ti ha dato un ceffone perché non hai lavato i piatti”, nessuno ci pensa ma è LA STESSA IDENTICA COSA. Fatele crescere queste bambine nella convinzione che per la violenza esiste una giustificazione e state minando la loro educazione. Credete che io sia esagerata? Mi fa piacere, ma io fossi in voi ci penserei BENE. E guarderei anche come sta girando il mondo, non proprio dalla parte delle donne direi, con dei pazzi che se ti va bene ti picchiano, se ti va male ti dividono in pezzetti all’interno delle valige.
Ma no, tutti a sminuire la cosa.
Sbagliato.
E vorrei dire, giusto per la cronaca, perché poi questa cosa la porterò avanti in separata sede, inutile sminuire quello che succede all’interno delle classi, con un semplice “le ha dato un calcetto”, non era un calcetto (che poi grande o piccolo NON deve essere dato), le ha dato un calcio, il giorno prima le ha dato un pugno in pancia, ha fatto la simil sassaiola con una marea di oggetti, le ha spaccato più volte materiale scolastico, la ha presa in giro di fronte ai compagni e la bambina NON ha avuto l’aiuto da parte degli insegnanti, quindi io eviterei il cercare di rimpicciolire la cosa. Come eviterei anche di dire che io minaccio le persone, oh se lo eviterei, perché di fronte a testimoni (che ho ovviamente) una frase del genere si chiama diffamazione, passibile di denuncia. Cosa che non è escluso che farò, ho il tempo dalla mia parte ancora. E anche i testimoni firmanti, ovvio.
Comunque siamo finalmente usciti dalla situazione peggiore, Ilaria ha chiesto di essere cambiata di scuola (ho paura che mi picchino ancora, le maestre mi dicono che non si fa la spia, non mi difende nessuno – ah ovvio, ai bambini hanno detto che si devono difendere se vengono picchiati, non dirlo a loro, ma difendersi e, proprio il colmo, DEVONO difendere i compagni più deboli che vengono picchiati- mi sono vergognata un sacco), e Fra ed io ovviamente non abbiamo lasciato passare del tempo. Il giorno dopo richiesta di nulla osta, con le motivazioni reali scritte da un avvocato, e anche li la segretaria geniale nemmeno ci ha detto che le spiaceva per la situazione, che le dispiaceva per la bambina, no, ha visto che la mettevamo in una scuola privata delle suore e ci ha detto, a mo di sfottò “Sicuramente le suore vi hanno accolto a braccia aperte”. Oh stronza, che mica è colpa nostra se la vostra scuola è una merda. Se il corpo docenti non serve a un cazzo, se i ragazzini si pugnalano con le forbici e i maschietti minacciano le femminucce con le forchette alla gola (oltre a picchiarle). Volevamo il diritto all’istruzione pubblica, ci avete OBBLIGATI a cambiare scuola, mica ce ne siamo andati perché abbiamo litigato con qualcuno, ma perché nostra figlia veniva picchiata, derisa, e invece di difenderla le si stava insegnando la legge del taglione. COMPLIMENTI. Una vera vergogna.
E quindi nulla, di nuovo sa Suor Letizia, che per carità, impegnativa anche lei eh, ma almeno i bambini vengono curati, c’è attenzione, non c’è violenza, le insegnanti non sono meno preparate di quelle della scuola pubblica (anzi se faccio un paragone quasi quasi …), non si dice ai bambini che si devono difendere ma si insegna il rispetto e SOPRATUTTO, le insegnanti non sono SOLO insegnanti, ma sono EDUCATRICI, il giusto prolungamento della famiglia e la dove non arriva e non vede la famiglia, interviene la scuola. Male feci a volermene andare, sono stata io a spingere, volevo che la bambina avesse delle classi più numerose, più compagne, più opportunità. Dal primo anno invece, dopo il coro di Natale, il primo pugno in pancia e la prima faccia voltata dall’altra parte dal corpo insegnanti (le mamme poi te le raccomando).
Ho sbagliato, mea culpa.
Ma non siamo rimasti la ad aspettare il miracolo, che mi dispiace non arriverà mai, abbiamo pensato a nostra figlia, e siccome abbiamo provato a cercare il cambiamento ma non era possibile, abbiamo colpito in altro modo, in un modo che fa più paura, in una motivazione scritta da un avvocato che ci ha fatto ottenere un nullaosta nel giro di 18 ore (anche li una figura pietosa della segretaria che nemmeno sapeva le informazioni presenti nel sito scolastico). So che è utopistico, perché sarebbe già accaduto, ma se altri facessero come noi allora il cambiamento sarebbe possibile, ma non in questa scuola in particolare, ma in tutte le scuole, perché purtroppo non è problematica solo di quella dove stava nostra figlia.
E poi genitori, che cazzo, educateli i vostri figli. Se non avete intenzione di seguirli, di crescerli, di dargli i giusti valori, di insegnar loro rispetto e umiltà, porca puttana prendetevi un cane.


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