La festa della mamma

E come ogni anno ecco arrivare la Festa della Mamma, quella giornata in cui, a quanto pare, tutti si devono obbligatoriamente ricordare che hai partorito, o che qualcuno ha partorito te.

Io gli auguri da persone come queste nemmeno li vorrei, davvero, che individui. Il mio compagno si ricorda ogni giorno che sono la mamma delle sue figlie, io mi ricordo di mia mamma ogni giorno (NO, non la chiamo ogni giorno, non saprei che dirle), e i regalini me li prendo durante tutto l’anno, perché, sopratutto al piccola, non fa altro che riempirmi di letterine, disegnini, lavoretti vari fatti qui a casa per me, o per il padre, ma per lui molto meno, e ci mancherebbe, l’ho partorita io 😛

Con tutta sta manfrina della festa della mamma, se poi arrivi al fatidico giorno con le palle girate, finisci pure che ti senti una mezza cacca verso di loro che poi ti danno il loro lavoretto e la letterina. Passi la giornata in preda ai più enormi sensi di colpa.

Ma mannaggia a chi fa credere che la mamma perfetta esiste. La mamma perfetta NON esiste!!! Basta con la favoletta modello principe azzurro, non esistono né l’uno né l’altra. Ma facciamola finita!

Odiate i vostri bambini dopo ore che vi sfracassano la minchia con litigate pazzesche, dispetti che manco una bertuccia tra l’uno e l’altro, dopo che all’ennesimo “Avvisa mamma quando devi fare la cacca” lo trovate cagando dietro il divano del salone, e non è nemmeno dura?

Tenetevi forte, E’ NORMALE. Ebbene si, è normale. Pensate di assoldare un serial killer perché con il vostro cuore di mamma non gli torcereste mai un capello? E’ normale. Non siete dei mostri, a patto che non lo facciate davvero, ovviamente. E ci sono momenti che vi chiedete chi ve lo ha fatto fare? Va bene, ma chi CE lo ha fatto fare! Non vi lascio nemmeno sole.

Io sono una che le figlie le disintegrerebbe almeno 4 volte al giorno, per quarto di giornata. Non mancano un giorno del calendario eh, mai, le palle dalle prime luci dell’alba me le fanno girare.

Una figlia di quasi 13 anni e una figlia quasi di 8 non sono un mix di quelli he risultano entusiasmanti, e da quando Maria è cresciuta, pare quasi che il cervello le sia scivolato nelle tette, insieme a quel poco di cortesia ed empatia che ha sempre “non” avuto da quando ha cominciato a parlare. 😐 Il che è significativo, perché ha cominciato a parlare a 9 mesi, e da li non è più stata zitta, giuro, mai più, parla anche nel sonno. La piccola dal canto suo ha sviluppato un grado tale di paraculaggine che quando le compro qualcosa e mi urla “Mamma ti voglio bene” perché si rimprovera sempre la sorella di non chiedere mai scusa, grazie, per favore e di non dare mai cenni di entusiasmo per niente, mi viene da dirle solo “Che gran paracula” e lei ride, perché sa di esserlo.

Liti, liti appena alzate, liti durante la mattinata, a merenda, a pranzo, il pomeriggio, durante la cena, il dopo cena e praticamente si addormentano litigando.

Io, che la mia proverbiale pazienza l’ho persa nel lontano 1984, quando capii che incazzarsi era un buon modo per smettere di essere presa di mira dalle persone più stronze di me, passo le mie giornate tra attacchi di ansia, sensibilità ai rumori (anche il cinguettio degli uccelli mi risulta snervante), xanax, il desiderio di una cura del sonno e di una stanza di deprivazione sensoriale in casa, a pronto utilizzo personale. 😦

Insomma, hai voglia a mettere musica rilassante, a spiegare con le buone, con le urla, con le punizioni, con le privazioni, sedendosi a tavolino, giocando sui sensi di colpa, assoldando dei serial killer, utilizzando il modello arancia meccanica, niente. Operazione tata si sparerebbe un colpo in testa, e sarei io, comprendendola a pieno, che le caricherei la pistola, giuro.

Per cui non sentitevi in colpa se accettate un regalino a denti stretti, con un sorriso che manco una paresi lo avrebbe potuto rendere più finto, da parte di vostro figlio che 2 minuti prima stava facendo la cacca dietro al divano. Non sentitevici per niente. Io sono con voi, sono VOI, anzi, probabilmente voi siete ME, o comunque la vogliate vedere sappiate che va bene lo stesso, ma siamo accomunate dallo stesso tragico destino, come quando eravamo ragazzine e il cuore ce lo pigliavano sempre i ragazzi stronzi, solo che questa volta noi non siamo più ragazze e l’età media dello stronzo o della stronza in questione si abbassa intorno ai 3 anni circa (io da quella fase ne sono uscita, sono alla pre-adolescenza e all’adolescenza, non so cosa sia peggio).

Comunque vada sappiate che odiarli per tot ore al giorno non è un reato, è umano, perché denota che non vi siete mangiate il cervello insieme alla montata lattea, ma che siete rimaste degli individui a se stanti. Che non è vero che tutto quello che fanno i bambini va bene, che bisogna rispettarne i tempi, le propensioni, la voglia, l’unicità e balle varie, o meglio, è vero, ma ste anime innocenti hanno anche bisogno di una guida, di regole, di piccoli obiettivi a portata di infante e non, anche dai 3 anni, si, dal momento che parla si può comunicare e si può parlare, con un linguaggio che loro capiscano ovvio.

Quindi se al supermercato comprate sempre le cose migliori per loro ma quando avete sonno, o il ciclo, o la luna storta, o Marte in Saturno che li sono cazzi, se prendete i saikebon e glieli sparate su per la bocca facendoglieli digerire con un sorso di coca cola, non siete dei mostri. Se dove sbriciola voi pulite dicendogli di stare a mangiare in cucina, ma alla 20ima volta che vi spiattella la kinder fetta al latte sul pavimento ,vi agitate un attimino e vi scappa dalla gola un urlo che nemmeno Catia Ricciarelli, non siete dei mostri. Se dopo che avete fatto il letto loro rientrano da scuola dopo che ha piovuto e non si levano le scarpe e si lanciano sulle lenzuola immacolate poggiano la suola e marchiando a fango un letto che profuma di ammorbidente e a voi vi schioppa la vena della fronte e diventate verdi e grosse e strappate i vestiti con i bicipidi in tiro… non siete dei mostri, no, non siete nemmeno l’incredibile Hulk in versione gonnella agitata. Siete solo delle donne, delle donne e mamme, delle donne e mamme con le palle girate, che è normale, non è strano, non è sbagliato, è umano.

Ma se il giorno della festa della mamma, il piccolo malefico elfo che vi salta per casa, ma anche la ottenne o la tredicenne con il cervello nelle tette, vi si avvicina commossa e vi abbraccia per farvi il regalo, e magari vi bacia va, proprio per esagerare, e vi da gli auguri con gli occhi grandi e pieni d’amore … beh, a volte sarete pure delle stronze, ma siete comunque delle buone mamme 🙂

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No, non è un vibratore, è un ventilatore usb, anche se la scritta quando è acceso “O mio Dio come mi piace il tuo ventilatore gigante” potrebbe far pensare male.
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Tredicenne e ottenne

 

 

 

 

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