Quello che succede se…

Siccome avevo detto che per queste vacanze avrei voluto tenere un specie di diario, eccomi qui ad aggiornarlo, che in un diario si sa, si scrive delle cose belle e anche delle cose, non necessariamente brutte, ma meno belle.

C’è una cosa che mi è sempre piaciuta da quando ho raggiunto l’età della ragione, o meglio da quando i miei genitori mi hanno permesso di assaggiarle: le cozze.

Bah, le cozze, nemmeno fossero una cosa che non si può mangiare. Allora specifico: le cozze CRUDE.

Esiste effettivamente un motivo valido se i medici ti dicono di evitarle, di non mangiarne tante, di preferirle cotte (che intendiamoci, ti possono fare male ugualmente eh), di nn guardarle nemmeno se sei incinta o se stai allattando.

Io mangio le cozze ogni anno, ho saltato quelli di gravidanza, nello specifico il 2005 e il 2010, perché all’allattamento dell’anno dopo non ci sono mai arrivata. In pratica ho mangiato cozze crude da quando ho circa 14 anni a oggi, saltando due anni.

Quante volte mi hanno fatto male le cozze? Mah, direi forse 5 o 6 volte, non di più. Una di queste 5 o 6 volte è stato quest’anno, nello specifico 2 giorni fa, ma continua ancora oggi.

Eh si, le foto della mia felicissima mangiata di cozze le ho messe in ogni luogo, perché le stavo davvero desiderando, non mangio cozze se non in Sardegna, pescate nello stabulario o comunque provenienti dalla filiera di Oristano, che è quella che poi viene esportata anche nelle altre regioni d’Italia, ma io mi sono sempre fidata a mangiarle solo qui.

E così abbiamo fatto anche quest’anno, venerdì notte, durante una grigliata di pesce con mia cugina, mia madre, mia sorella, Frafra, Kekko, le mie figlie e mio nipote. Abbiamo mangiato pasta con i ricci, cozze, orate e bevuto tanta birra e tanto vino, insomma, una cena con i fiocchi, di quelle da ricordare fino all’estate prossima. Nel bene e nel male oserei dire.

Le bambine sabato sono partite, come da programma, a casa di cari amici, che le amano come fossero loro figlie e nipoti, tra loro due medici oltretutto, quindi in una botte di ferro, ogni anno siamo rilassati e tranquilli perché sappiamo che qualsiasi cosa accada, sono sempre in buone mani.

Io e Frafra invece domenica mattina avevamo b&b prenotato vicino ad Oristano e una serie di luoghi da visitare, per un totale di 3 giorni e due notti, una vacanza a due nella vacanza in tanti ahahaha

Tutto bene, non fosse che domenica io ho cominciato a stare male. La sveglia alle 7 mi ha regalato un incontro imprevisto con il bagno, ma eroicamente io ho continuato a dire che saremmo partiti, chiedendo solo un paio d’ore di riposo in più con la assoluta certezza di non aver digerito gli hamburger di pecora mangiati la sera prima (che vana speranza la mia, non so nemmeno dire se già subodoravo il peggio). Meno di due ore dopo però Frafra ha preso in mano la situazione e ha disdetto il B&B e fanculo alla nostra vacanza, mentre io facevo spola tra il bagno e il letto tracciando un solco nel corridoio del piano superiore di casa.

Un giro di telefonate ha poi fatto scoprire che stavamo male, oltre me, anche mia sorella, Maria e mia cugina. Mancava solo Kekko, ma il destino lo ha punito ieri sera ahahahah.

Fortunatamente Maria era con i nostri amici che sono pure medici, quindi in una botte di ferro, per me e mia cugina è stata un pochino più dura, perché abbiamo patito un po’ più degli altri. Al malessere la sera è subentrata la febbre. Ho fatto domenica a letto , alzandomi per andare in bagno e tornando poi a letto subito dopo, strisciano. Ho “dormito” non so quanto, più che altro ero tramortita. La sera la parte del bagno era quasi del tutto passata ma la febbre e i forti dolori muscolari e alle ossa continuavano. Lunedì mattina già stavo meglio. Tra fermenti lattici, antispastici, pastiglie per il mal di testa, biochetasi, il peggio era passato.

Ecco, ho avuto l’ultima intossicazione alimentare esattamente 10 anni fa. E 10 anni fa io lunedì sarei stata in piedi, un po’ ammaccata ma in piedi. IL mio traguardo di ieri invece è stato quello di fare dal letto al divano. Ho pranzato leggero per mettere qualcosa in corpo, ma nulla di più, non ho avuto la forza nemmeno di farmi una doccia. Un cerchio alla testa opprimente e ancora qualche problemino fisico. Oggi ho ancora il cerchio alla testa, ogni tanto mi misuro la temperatura perché ho come l’impressione che mi stia risalendo la febbre, ma non è così, dev’essere solo una grande spossatezza, qualche dolore ai reni ma sono ancora ben lontana dal poter dire che mi sento bene. Eppure 10 anni fa sarei stata probabilmente di nuovo al mare oggi.

Ed ecco la mia considerazione.

Non ho più l’età.

Non ho più l’età per prendere un’intossicazione con leggerezza, tanto mi passa dopo un giorno, perché non passa più dopo un giorno, adesso ci sono quelle cose che non conoscevo 10 anni fa, gli strascichi.

Non ho più l’età per rischiare per qualcosa di buono, perché a prescindere da dove le prendi, da come le mangi, da come le tratti, da quanto le lasci spurgare, le cozze possono fare male comunque, lo so, lo sanno tutti, e la spensieratezza, l’incoscienza dei 32 anni non può continuare ad essere quella dei 42, deve diventare consapevolezza.

Non ho più l’età per pensare “Non le mangio più, fino all’estate prossima”. Non le devo mangiare più, o almeno limitare il rischio a quelle cotte, lasciando perdere oramai le crude, che se anche non mi toccasse di nuovo un’intossicazione per i prossimi 9 anni, devo dire che poi, non credo proprio che avrei la forza per poterla passare liscia al decimo anno, ai 52 suonati. Che se adesso al terzo giorno ancora sto male ai 52 anni non mi basterebbe una settimana.

Non ho più l’età per dare dimostrazione di incoscienza alle mie figlie 😐 E mi auguro che questa parentesi non pesante di intossicazione che è venuta a Maria le sia bastata per tutti gli anni a venire, sono onesta.

E niente. Questo schifo di situazione mi ha dato modo di pensare che gli anni passano, e che anche se non li sentiamo, loro vanno avanti lo stesso. Che anche se continuano a piacerci i videogiochi, vestirci con i jeans, la coda di cavallo, la collezione di peluche e chissà quali altre minchiate da ragazzini, il fisico ti passa il conto non appena gliene dai la possibilità.

Ed io vorrei dargliela il meno possibile, visto che il conto sicuramente sarà via via sempre più salato.

3 pensieri riguardo “Quello che succede se…

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  1. Oddio, più che l’età credo sia il come hai retto la situazione ad averti fatto meditare. Da giovani un mal di pancia e un dolore alla testa non impediscono di andare al mare, mentre più in là diventano ingestibili.
    Io andavo matta per il piccante. Lo mettevo ovunque e adoravo la n’duja, un prodotto tipico calabrese che te lo raccomando spalmato sulla bruschetta e cotto 5 minuti al forno. Ok. Sono stata davvero male e non ti racconto che mi è successo. Il mio ragazzo ancora ci ride di sopra e ogni tanto mi prende pure in giro: Che lo vuoi il peperoncino sul gelato???

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    1. Si probabilmente hai ragione, ma mi sono proprio resa conto che gli strascichi erano una cosa che non conoscevo, non so se non mi rendevo conto di averli, fatto sta sono stati una cosa realmente nuova e non gradita 🤣😅
      Pensa che ad oggi ancora non sono al mio 100% 😅

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  2. Si infatti è l’età 😁😘… io l’ho capito dopo i 30, ormai una vecchietta mangia più di me, comunque le cozze crude??!! MAIII😱 Il mare non è più quello di prima e poi le cozze sono filtri… io sarei morta. Hai comunque retto bene❤

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