Arriva il Romics, dicevo, ed io mi preparo psicologicamente diverse settimane prime. Controllo quali sono i fumetti che mi piacerebbe cercare, quale tipo di oggettistica comprerò, se vale o meno la pena di mettere a budget qualche disegno originale dei fumettisti. Per molti così è il Natale con i suoi regali, per me invece sono questo tipo di occasioni.
Preparo la mia bambina interiore all’evento riguardando i miei anime preferiti, leggendo qualche manga, ricominciando a disegnare e ascoltando le canzoni dei cartoni animati che mi hanno accompagnata nella crescita. Qualche giorno prima vivo quel tipo di eccitazione che davvero solo il giorno prima di Natale provano i bambini (e anche alcuni adulti che conosco). Io invece sono più modello Grinch, lo ammetto, preferisco attendere con ansia Halloween.

Come ogni volta la mattina dell’evento è sempre un po’ caotica. Frafra si sveglia presto e pretende che io mi spicci per arrivare presto alla fiera per evitare traffico e, soprattutto, non incappare nel problema che affligge questa grande città: la mancanza di parcheggio. Lui sta lì con le spine al culo e io, con la mia solita flemma da sarda, ci metto almeno un’ora in più di quello che lui aveva preventivato per la partenza. Ogni volta che andiamo al Romix (ogni volta che andiamo da qualsiasi parte), io esco con l’ansia perché lui mi sta attaccato tipo cagnolino ai polpacci e lui esce nervoso perché sa che passeremo almeno mezz’ora in più nel traffico e ci metteremo una vita a trovare parcheggio. Fortunatamente poi le nostre giornate migliorano sempre.
Appena arrivati vicino all’Aurelia, la giornata sembrava segnata. La strada che facevamo di solito era chiusa e ci siamo dovuti incolonnare in una fila che pareva infinita. Poi ha cominciato a piovere.
Male.
Proprio con cattiveria.
La fila nel primo pezzo si è sbrogliata e abbiamo tirato un sospiro di sollievo, ma la felicità è durata poco. Dopo un paio di chilometri eravamo di nuovo bloccati a causa di un incidente. Così, mentre io mi appellavo alla buona sorte e lui smadonnava verso i gentili automobilisti che, invece di rispettare la fila, passavano beati nella corsia d’emergenza, dopo aver superato due incidenti, uno sul raccordo e uno vicino alla Roma-Fiumicino, ed essere rimasti in macchina un’ora invece di mezz’ora, siamo finalmente arrivati a destinazione. La fortuna ci ha assistito almeno sul parcheggio. Il nostro solito vecchio posto non ci ha traditi e abbiamo parcheggiato relativamente in fretta. Nel frattempo il cielo si era un po’ rasserenato.

Dopo aver incontrato per caso un vecchio amico (abbiamo parcheggiato l’uno di fronte all’altro che nemmeno ci fossimo messi d’accordo ci saremmo riusciti), ci siamo diretti verso l’ingresso ed io ho subito scaldato la fotocamera del mio fidato iPhone che non mi tradisce mai.

Oramai camminavo mano nella mano con la mia io bambina. Avevo gli occhi che mi luccicavano e con con tanto di cuoricini. Al solito c’era una mare di gente che si spostava insieme sul percorso obbligato. Teste di ogni colore e con ogni tipo di pettinatura possibile. Tantissime parrucche e migliaia di occhi con lenti a contatto particolari. E poi quello che più piace a me. Uno dei motivi principali per cui amo andare al Romics, anzi IL motivo principale: i COSPLAYER.
Quando cammino in mezzo a loro vengo presa da un entusiasmo indescrivibile. Li fotografo, gli rompo proprio le palle perché si mettano in posa per me, perché se ti travesti da Geralt di Rivia non è che puoi farti fare una foto con le spalle basse e la panza di fuori. No cazzo, devi essere impettito, devi darmi l’idea di essere una persona forte, possente. Oppure basta che sei figo e la foto te la faccio uguale 😛










Le foto sopra sono solo alcune delle decine fatte, ovviamente, ma in un blog non è che possa metterle tutte. Queste sono quelle che mi sono piaciute di più, prima che io le ripulisca, ne migliori la luce e le metta su Instagram al loro meglio, non rendono l’idea di quante io ne abbia fatte, ma il blog ha lo spazio foto limitato e no, non ho intenzione di spendere per averne in più 😛
Dentro ai 4 padiglioni che ospitano il Romics ci si potrebbe perdere, ma non fisicamente, intendo con la mente e con l’anima. Non appena varco quegli ingressi vengo colpita dalle immagini di tutti gli stand, soprattutto quelli di oggettistica e di fumetti. Ogni tanto guardo anche i vari giochi, ma sono onesta, la mia idea principale di acquisto sono fumetti e cagate con cui incasinare casa. Che poi lo so che mi lamento che in casa non c’è mai spazio, ma che ci posso fare. Io adoro le statuine, i cazzilli da appendere al muro, le boccette colorate, le piume degli Indiani d’America, i braccialetti e le catenine sia a tema anime che a tema strgonesco/horror che penzolano dai loro espositori, che si muovono in avanti e indietro spostati dalla folla che gli cammina accanto e che sembrano un dito che ti punta e che si muove nella tua direzione come a dirti “Vieni, vieni qui da noi”. Ed io obbedisco. E li vado a vedere. TUTTI.
Frafra in tutto questo mi seguiva zitto zitto. Quando gli chiedevo se dovessi comprare quello che stavo guardando, cedendo alla più becera necessità consumistica, lui faceva spallette e mi diceva “Se ti piace sì, prendilo” e sorrideva bonariamente, proprio come un padre farebbe con una figlia piccola. Che poi sono proprio i ruoli che abbiamo in queste occasioni: Io sono la scheggia impazzita che si lancia nella folla e lui è il papà buono che mi osserva da lontano e che cerca di limitare i danni. Quando le mie spese hanno raggiunto il budget che mi ero prefissata, mi ha detto che forse era il caso che mi fermassi e che prendessi, al massimo, un’altra cosettina da massimo 10€, magari un gioco di carte. Avendo avuto la sua benedizione io ovviamente quegli ultimi 10€ li ho spesi senza farmelo dire due volte 😛 Un gioco di carte crime che ho preso inizialmente con il pensiero di farlo tutti insieme, poi mi sono resa conto che si trattava di SEX crime e penso che con Ilaria dovrò lasciar perdere. Ecco il mio bottino di ieri:

Ho acquistato del palo santo e della salvia bianca perché volevo fare un bel rito di purificazione per la casa, che serve sempre, un braccialetto in ematite che anche quello mi serve come l’aria che respiro (ma che dovrò prima purificare e poi caricare), due magazine Nippon Shock (uno del mese scorso con in copertina Devilman, e l’altro di luglio dell’anno scorso con in copertina Lamù), i primi due manga riveduti nei testi di Kiss me Licia (era d’obbligo e dopo vi spiegherò perché), le carte Crime che pensavo di poter utilizzare in famiglia e poi, come ogni volta, ho dato fiducia ad un giovane autore italiano che ha scritto una saga di libri che mi sono sembrati molto interessanti, Davide Cencini (poi vi dirò). Con l’acquisto del suo libro ho anche ottenuto in regalo anche un disegno fatto a mano sotto la sua dedica fatto dalla moglie (che ha curato le copertine dei suoi libri e che disegna divinamente) Rita Micozzi, e dal suo stand ho acquistato (per soli 6€) anche una cartolina che unisce uno dei personaggi Marvel che amo di più e un cartone animato che mi fa impazzire: Deadpool e Hazbin Hotel.



Sono stata abbastanza brava nel limitare i mio shopping compulsivo, ma ci sarebbero state altre mille cose che avrei voluto prendere (il Keyblade per primo, ma costava davvero troppo per la lavorazione dozzinale che aveva).
Abbiamo pranzato con un pezzo di pizza e mortazza, due onigiri, una porzione di patatine fritte rosse giapponesi e un’ottima birra sapporo (tutto diviso per due non a testa). Non per una modica cifra devo dire, ma alla fiera si sa, si spende più per mangiare che per comprare oggetti.
Ho fatto poi di nuovo il giro di quegli stand che mi lasciavano in dubbio, per vedere se era il caso di spendere altro. Per fortuna ho resistito, più perché mi facevano oramai male i piedi che per una vera preoccupazione per le mie finanze.









Insomma, dalle 11 che siamo arrivati lì, alle 16,45 ci siamo seduti stremati nel padiglione che ospita le premiazioni e le esibizioni. Vi chiederete perché non ce ne siamo tornati a casa. Beh, perché ieri c’era anche il concerto di Cristina D’Avena, ed io non potevo non essere la a sentire le sue canzoni e a cantarle a squarciagola 🙂 In quel momento sono proprio tornata bimbetta, per questo non potevo esimermi dall’acquistare i primi due numeri della nuova uscita ritradotta di Kiss me Licia 😛 Il suo arrivo è stato accolto da urla eccitate ed ogni canzone era preceduta da applausi e versi di felicità. Il padiglione era pieno e le sue canzoni le cantavano persone di ogni età, sia i bimbi di 5 o 6 anni che gli adulti di 70. Quando ha cantato “Piccoli problemi di cuore” mi sono commossa e quando ha intonato Dragonball (anche se non era sua) tutti hanno urlato e praticamente la canzone la stava cantando il pubblico. Ha fatto tante canzoni che porto nel cuore perché mi hanno accompagnata negli anni più spensierati della mia vita, e anche in qualcuno meno spensierato già che ero più grandicella. Mi piace quella parte di me che non molla i cartoni animati, i fumetti e le sigle. Che continua a sognare, nonostante tutto.
Il concerto è stato bellissimo, ho fatto tanti video che però non riesco a caricare qui nell’articolo, non so perché. Li metterò su Ig, anche perché qui mi prenderebbero un sacco di spazio che mi serve principalmente per scrivere.
Alla fine del concerto siamo andati via, abbiamo di nuovo affrontato il traffico ma con uno stato d’animo molto più leggero. Ci fa sempre bene seguire le passioni che abbiamo e che non tutti capiscono. D’altronde una delle cose che ci ha subito accomunato era la passione per le canzoni dei cartoni e i cartoni animati stessi e anche se lui di canzone non ne ha cantata nemmeno una so che dentro le urlava a squarciagola.
Ora rimango in attesa del Lucca Comix, che ci vedrà li dal primo al tre novembre, anche perché ci sono degli amici che andremo a visitare e in questo modo potremmo stare un po’ insieme.
Vedrò lì un altro concerto, molto più grande di questo e che vedrà partecipare nomi di spicco tra i cantanti di sigle. Di nuovo Cristina d’Avena e i meravigliosi Cavalieri del Re. Non vedo l’ora di intonare anche le loro canzoni ❤
Sarà la mia prima volta alla fiera del fumetto di Lucca e non so cosa mettere in conto per i miei acquisti, non ho idea nemmeno di quanto possa essere un budget adeguato. Voi che mi consigliate?


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