Oggi ho voglia di scrivere, mi ci sto mettendo da un’ora ma non riesco a mettere a fuoco quello che voglio dire con esattezza.
Capita.
Si succede che io abbia la testa talmente piena di cose da dire che poi alla fine non riesco a far uscire il tutto. Come se il collegamento tra quella parte del cervello che contiene le idee e quella che le deve mettere in fila per scriverle avesse un imbocco troppo piccolo e si creasse un ingorgo che blocca tutto, facendo uscire ogni tanto qualche briciolina, che poi sarebbero le quattro cagate che ho scritto adesso.
È che in questi mesi ho pensato così tanto da non riuscire proprio a mettere in pausa il cervello mai, nemmeno quando dormivo. Come chi mi conosce sa, non sono stati mesi semplici per me, anche se qui nello specifico ancora non ne ho parlato, chi mi segue anche su Facebook e Instagram sa che la perdita di mia sorella mia ha devastata.
Non mi va però di prendere il discorso in questo momento. So che scrivere è l’unico modo che conosco per riuscire a gestire le emozioni e a non impazzire, ma anche scappare dalla realtà lo reputo utile. E anche molto più semplice. Capiterà di scrivere di nuovo di lei, prima o poi, magari più prima che poi, ma non adesso.
Domani con Frafra partiremo per Lucca. È un’occasione che aspettavo da qualche anno ma abbiamo sempre dovuto rimandare perché, diciamocelo, non è proprio economico. L’alloggio soprattutto è un incubo e costa un rene, ma abbiamo avuto fortuna (fortuna un cavolo, abbiamo trovato una casetta a 40 chilometri) e questa volta siamo riusciti ad andare.
Diciamo che IO sono riuscita ad andare. Più che altro Frafra mi sta accompagnando e conoscendo la sua repulsione per i posti pieni di gente devo dire che questo è una vera e propria prova d’amore. Un po’ come quando mi ha accompagnata a vedere il concerto di Madonna, che a lui manco piace poi. Ma si sa, lo si ama proprio per queste cose il mio Frafra, perché mi accontenta nemmeno fossi la sua bambina 😛 e a volte è proprio questo che mi serve (spesso devo dire): avere qualcuno accanto che mi tratta come la piccolina che spesso mi sento, come la persona che ne ha passate tante e che vorrebbe solo una persona che le dice “Non ti preoccupare, a te ci penso io”. A volte Frafra è quella persona, a volte è quella che butterei sotto con la macchina, ma si sa, l’amore è così. Alla fine come si diceva? Che non è bello se non è litigarello no?
Siccome ogni volta che partiamo e andiamo da qualche parte capitano sempre inenarrabili sciagure, non voglio pensare a quali disastri potranno capitare in nostra assenza, soprattutto perché le ragazze rimarranno con quell’anima pia di mia madre, già reduce da un intervento abbastanza importante, costretta a casa con loro due. Già questo mi perplime e mi terrorizza. Spereremo nel meglio, come al solito, ma ci aspetteremo il peggio, come sempre.
Mi immagino già mia madre schiavizzata e costretta a cucinare, lavare i piatti, fare lavatrici dell’ultimo minuto, con in casa due ragazze che hanno un’età che permette loro di essere più che autosufficienti. Ma loro non lo sono, o meglio non lo vogliono essere. Un po’ troppo comode e viziate per alzare il culo e fare le cose che devono. Mia nonna mi direbbe che sono il risultato dei ceffoni mai dati. Io non la penso così, penso che siano proprio stronze, ma sono punti di vista.
Per questa mini vacanza romantica (modello fuga strategica con la scusa della fiera di Lucca) mi porterò appresso la mia reflex, parcheggiata nel cassetto del comodino da troppo tempo. Me la comprai nel 2019, quando pensavo che i miei stipendi avrebbero sempre superato i duemila euro e che i viaggi non sarebbero mai più mancati nelle nostre vite. Ma che vi ho detto poche righe sopra? Le sciagure sono dietro l’angolo. Infatti nel 2019 a Ilaria fu diagnosticato l’Addison e nel 2020 è arrivato il Covid.
Voi pensavate che fosse a causa dei pipistrelli che facevano la cacca nei mercati all’aperto della Cina o di un virus malefico rilasciato dai quei cattivoni con gli occhi a mandorla con l’intento di decimare la popolazione mondiale. Ma devo dire che si è pensato anche fosse colpa del Papa e del karma che lo punì a causa dello schiaffone alla mano che mollò a quella cinese che lo strattonò per poterlo toccare. Senza contare le varie teorie complottistiche che mettevano in mezzo Bill Gate il 5G e chi più ne ha più ne metta. Qualcuno ha pure rispolverato la Madonnina di Civitavecchia che piangeva sangue (che poi io continuo a non crederci eh).
Stronzate. Tutte inenarrabili stronzate.
La colpa fu mia e della mia reflex alla quale erano collegati sogni di gloria. Siccome mi sono permessa di desiderare troppo, ci siete passati tutti quanti. Perdonatemi.
È piena notte mentre sto scrivendo queste righe, finalmente libera da quel blocco al cervello che mi teneva imbambolata di fronte allo schermo del MacBook a guardare il foglio bianco con aria inebetita. Non che questo mi abbia impedito di scrivere idiozie, intendiamoci. Dicevo. Piena notte e sono nel mio letto. Un letto che mi chiedo fino a quando rimarrà il mio (non nel senso che con Frafra ci lasceremo, ma in un senso che poi vi racconterò), e sono circondata dai gatti.
Avete presente il colosseo e i suoi famosi gatti? Adesso non ce ne sono quasi più. I turisti pensano che siano stati spostati, messi in una qualche gigantesca colonia felina, magari tutti in quella di Largo di Torre Argentina, in mezzo alle colonne spezzate della piazza. Invece no, stanno tutti a casa mia. Frafra, che è un gattaro, li ha piano piano spostati tutti, ed ora sono qui, intorno a me. E russano.
Eh si.
Ho i gatti sopra il letto (e un cane sotto) e tutti ronfano rumorosamente. E non so come Frafra possa ritenerli una benedizione (a parte il cane che invece reputa una sciagura), perché io li reputo tutti una gran rottura di palle. Sono talmente rumorosi che mi devo mettere i tappi nelle orecchie.
Per fortuna la notte la metà di loro viene lanciata fuori dalla camera da letto e le due che rimangono con noi (più il cane) sono quelle meno rumorose. Meno rumorose ma più invadenti.
Ashura, di tredici anni, appena mi metto coricata si fionda sopra di me e rimane lì, pure tutta la notte se io non mi muovo oppure finché non mi stanco e la levo. Allora piazza il suo culo tra i cuscini miei e di Frafra. Noi la notte non possiamo abbracciarci (non che la temperatura elevata ancora ce lo permetta) perché lei sta lì e se ci avviciniamo più di tanto è capace che si scoccia pure e ci dia una zampata. Siamo sotto scacco di una gatta vecchia e con l’alito fetido. Assurdo. Adesso per esempio è coricata sopra la mia gamba, con le zampe davanti che penzolano. Vi devo mettere una foto altrimenti non capire.
Ecco ora è più chiaro? Ashura dev’essere la reincarnazione di qualcuno che odiava le persone e che nella vita non aveva voglia di fare niente. È morto ed è tornato in queste spoglie. Ha continuato a non fare nulla nella sua vita e ad odiare i suoi simili. A lei infatti non le si può avvicinare nessun altro gatto. Se disgraziatamente lo fa lei lo gonfia come un sacco da box. Soffiandolo con quel suo alito che odora un po’ di morte e putrefazione e un po’ di discarica sotto il sole di agosto. Non ho mai capito se vinca le sue battaglie con la sua innata aggressività o con le sue terrifiche alitate.
Oltre ad Ashura rimane anche Charlotte, pure lei con i suoi otto anni di età, o nove? Lei è fissata con Frafra. Tipo una groupie con il suo artista del cuore. Una maniaca psicopatica e schizzata che gli dorme tutta la notte appiccicata, e se si prova a non farla entrare in camera si piazza dietro la porta e comincia il suo pianto disperato alla ricerca del suo umano di riferimento. Charlotte è meno cattiva di Ashura, ma più pericolosa, si vede che è folle. Charlotte ha uno sguardo che quasi fa paura. Si legge in quegli occhi che ci sono dei grossi problemi a livello mentale. Una gatta che la notte potrebbe sgozzarti con una delle sue unghiette malefiche (a me non a lui ovviamente) e poi continuare a dormire beata perché ha fatto fuori la sua rivale in amore. Magari in mezzo al mio sangue.
Porzia, povera anima bella (ma giusto l’anima poverina perché per il resto la natura con lei è stata buona quanto con Al Bano) è l’unica che alla fine non rompe le balle più di tanto, non è psicopatica, ed è effettivamente BUONA. Di lei non ho mai capito se questo è proprio il suo carattere o se è così perché ha paura anche dell’aria che respira e quindi non si lancia in nessun tipo di scontro. Soprattutto con i gatti. Una volta ha provato ad avvicinarsi timidamente ad Ashura e quella le ha fatto un percing nel naso, lasciandole addirittura un unghia conficcata tanto era la forza con cui quella zampa è scattata verso quel musetto curioso. E meno male che non erano gli occhi altrimenti avremmo un cane orbo.
Io amo Porzia, ma come si è capito amo tantissimo anche Ashura, nella quale vedo tutta la mia futura vecchiaia (spero alito a parte).
Io sarò esattamente come lei, anzi in parte lo sono già. Sono infatti una bisbetica che mal sopporta i propri simili ( quindi TUTTO il genere umano) e non voglio che nessuno mi si avvicini a meno che non sia io a farlo per prima o a decidere che sono dell’umore per essere avvicinata. Se qualcuno lo fa senza avere il permesso, soprattutto per rivolgermi la parola, io mi allontano e non mi interessa se quello lo capisce che lo sto schifando, lo guardo pure storto. Uomo o donna che sia. Io sono molto corretta, non faccio differenza di genere. Se per questo nemmeno di etnia, di fisicità o di gusti sessuali. Io odio TUTTI indistintamente.
Ed ora mi fermo qui, che i vaneggiamenti sono andati oltre il limite consentito per legge.

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