Verso Lucca: tra cetrioli e sogni di fuga

Questa mattina, come preannunciato, siamo partiti: direzione Lucca.

Un viaggio che io e Frafra sognavamo da tempo, alla ricerca di una pausa dal caos e dai casini quotidiani, proprio come dei circensi che cercano di scappare per un po’. Siamo un po’ stanchi in effetti, e cercare di evitare ogni cetriolo che ci passa vicino era diventato un attimo troppo impegnativo.
Vi chiederete perché cetriolo. Beh non lo sapete il detto? Il cetriolo va sempre in culo all’ortolano, e noi in questi ultimi anni ce ne siamo beccati un bel po’.

Nonostante il Lucca Comics & Games sia una delle mete, devo dire che il viaggio stesso è diventato un’esperienza che vale la pena raccontare.

Lungo il tragitto verso Fauglia, ci siamo trovati circondati da tanto verde, quasi fosse un’anticipazione di quella pace che speravamo di trovare. Il paesaggio era una lunga sequenza di campi e alberi, un respiro d’aria fresca lontano dal traffico cittadino.

Ogni tanto, dalla macchina, riuscivamo a intravedere il mare, come quello di Santa Marinella.

Vederlo, anche solo per un attimo, mi ha riportato alla mente il mio di mare, facendomi sentire quel senso di pace e serenità che solo lui sa darmi. Strano come anche solo un suo scorcio sappia riempirmi così tanto il cuore, ma ci riesce sempre.

Durante il viaggio, abbiamo fatto anche una piccola sosta in una stazione di servizio immersa nel verde, un’oasi dove sgranchire le gambe e fare rifornimento di energia (e di schifezze). Anche lì, il paesaggio ci ha accolti con tutta la sua bellezza, ed era difficile pensare di essere solo di passaggio.

Siamo arrivati a Fauglia (o meglio, nella frazione di Luciana) verso le 17. Complice qualche coda imprevista, il viaggio si è allungato un po’ oltre quello che avevamo preventivato, ma finalmente siamo giunti a La Valle della Lavanda, l’agriturismo dove alloggeremo.

Il nome non è casuale: l’agriturismo è circondato da un campo di lavanda – purtroppo senza fiori, visto che vengono raccolti in estate – ma il profumo e i colori che immagino ci siano in luglio bastano a farmi innamorare del posto.

Ovunque nell’appartamento ci sono sacchetti di lavanda (che ho già chiesto se posso portarmi via :-P), e domani penso di acquistare un po’ di olio essenziale fatto da loro, insieme alla pasta che producono e che abbiamo già assaggiato a cena.

A proposito di cena. Come due perfetti imbecilli, nonostante la scelta di un appartamento con cucina, siamo arrivati senza aver fatto la spesa. Così, dopo un giro di presentazione del posto da parte del proprietario (che è stato davvero gentilissimo), e la conoscenza del bellissimo asinello Pippa (di cui allegherò una foto nel prossimo articolo), siamo andati alla Lidl più vicina, 16 chilometri all’andata e 16 al ritorno. Non esattamente comodo, soprattutto dopo aver già percorso quasi 400 chilometri in macchina, ma pazienza. La natura qui è così avvolgente che quasi fa dimenticare ogni disagio. E poi ci sono una marea di balle di fieno, ed io amo le balle di fieno 🙂

Ho provato ad immaginarmi a vivere in un posto così lontano dal primo supermercato. Ho pensato a quanti improperi potrei lanciare tornando a casa, dopo aver fatto la spesa, nel rendermi conto di aver dimenticato di comprare magari qualcosa di essenziale (cosa che mi capita più spesso di quello che vorrei ammettere) e dover quindi rifare 32 chilometri di strada tra andata e ritorno. Un incubo.

Domani sveglia alle 5. Eh già, perché non abbiamo pensato a una cosa fondamentale: dove parcheggiare.

Abbiamo prenotato i biglietti, pensato a come arrivare al concerto, ci siamo messi d’accordo con gli amici per vederci. Tutto pronto… ma niente parcheggio.

Le opzioni vicino alla mura (e pure in tutta Lucca) sono esaurite, non esiste un solo parcheggio a pagamento libero. Sarei stata disposta a pagarlo a peso d’oro.

Quindi adesso puntiamo ai centri commerciale dentro e nei dintorni di Lucca. Per avere una speranza di trovare posto, dovremo essere lì prima dell’apertura. Contando che da qui Lucca dista una quarantina di chilometri abbondanti, va da se che saremo costretti ad una levataccia.

Speriamo solo di riuscire a entrare, perché anche se il viaggio è già un regalo in sé, ci piacerebbe davvero visitare la manifestazione.

Alla fine, se non dovesse andar bene, ce ne faremo una ragione: il viaggio resta comunque una piccola pausa rigenerante per noi… ma che cazzata buonista. Se non riusciremo a vedere tutte le cose che già mi ero prefissata non voglio pensare alla serie di bestemmie che metterò in riga, una dietro l’altra a mo’ di stornello, in tutto il tragitto per tornare sconfitti qui all’appartamento.

Cerco di essere ottimista. Alla fine ancora non sono successe tragedie inenarrabili, e questo mi lascia ben sperare (almeno un pochino).

Al momento, ci godiamo questa piccola oasi, immersi in un silenzio che di giorno sembra magico, ma che di notte ricorda quasi un film horror. Sarà per via del buio profondo che sembra quasi si possa toccare, come una tenda pesante.

Quindi… vedremo come andrà domani. Magari, per una volta, la fortuna sarà dalla nostra parte. O magari pioveranno rane e ci sarà un’infestazione di cavallette a livello globale. Che ne so, i fiumi si tingeranno di sangue e ci sarà pure la morìa delle vacche.

Potrei continuare all’infinito. La Bibbia è così pregna di eventi felici 😛 La cimice che mi sta facendo compagnia su MacBook la pensa come me. Ora la butto fuori, in trasferta non ammazzo insetti.

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