Senza senso…

Di solito in vacanza ci si diverte e si va avanti senza troppi pensieri.

Tranne ieri.

Ieri nella chat di classe delle medie è arrivato un messaggio che ha ghiacciato il sangue a me e anche agli altri genitori.

Un ragazzo di 14 anni è morto così, senza un apparente motivo. Un malore, e la madre non ha nemmeno fatto in tempo ad andarlo a prendere. La sua vita si è spezzata.

Un compagno di Maria, un esame di terza media appena passato, una vita di fronte a lui, tante scelte da fare, luoghi da vedere, amici da incontrare e baci da dare.

Io non lo so come si possa sopravvivere ad un figlio, forse lo si fa pensando ai figli che rimangono, per non dare a loro anche il peso della perdita di un genitore, o di entrambi, per non lasciare anche loro senza pavimento sotto ai piedi, quello stesso pavimento che anche quei genitori non hanno più ma che sono costretti a far finta di ritrovare ad ogni passo per non dimostrare a chi è rimasto che in effetti non si sa che cazzo fare. O semplicemente dove sbattere la testa.

Sono rimasta tutto ieri e tutto oggi a pensare, a pensare a come la vita sia davvero beffarda. Ci sono un sacco di vecchietti in giro e poi i ragazzini muoiono così. Magari anche lui aveva una bisnonna, e quando ci sono situazioni come queste non vedere l’ironia della vita non è possibile.

Comunque vada lo abbiamo dovuto dire a Maria. Sarà che è abituata a come io reagisco alla morte ma è rimasta calma. L’unica cosa che diceva era “Non ci posso credere che non lo vedrò più”. Ha poi raccontato che non tutti in classe co lui erano proprio gentili, almeno non sempre, e che qualche volta è stato preso in giro, ma ha anche detto che ridevano non di lui ma con lui, ed io mi auguro che anche a questo ragazzo sia sempre sembrato così.

Ha detto che poco prima delle vacanze ci aveva litigato, ed era dispiaciuta. Ha anche detto che purtroppo non gli stava particolarmente simpatico e li si è pure sentita in colpa. Però poi si è ricordata che lei però ci parlava, che insieme hanno riso più volte. Era come se nella sua mente cercasse dei momenti che avevano comunque potuto condividere, dei momenti che fossero dei bei ricordi.

Per fortuna ne ha trovati, se non ne avesse trovato sono sicura che sarebbe stata davvero male. Non che ci stia male meno, ma almeno poter avere dei ricordi sereni da portare con se è già qualcosa di davvero importante.

Nel corso dei miei 42 anni ho perso oramai diverse persone, e per me è sempre stato di grande sollievo poter ricordare dei momenti felici passati con loro, se non li avessi avuti probabilmente il loro ricordo non sarebbe una cosa piacevole, perché al dolore della perdita avrei dovuto sommare la stupidaggine del tempo perso magari a non condividere qualcosa.

Detto questo continuo a pensare al ragazzo in questione e ai genitori, a questi genitori che hanno mandato sorridenti il figlio ad un centro estivo a divertirsi e lo hanno riportato a casa che da sorridere non c’era più nulla.

E alla fine io scrivo, ma di parole davvero non ce ne sono…

Ho due figlie e siamo in vacanza, e per loro devono essere delle belle vacanze, anche perché questa triste situazione mi ha ricordato che non abbiamo tutto il tempo e che nessuno ci garantisce che vivremo fino a non avere più paura della morte perché avremmo vissuto talmente tanti anni da esserne persino stanchi, la vita non è Un contratto e basta niente perché finisca, e noi perdiamo così tanto tempo mentre la cosa più importante è che un giorno, nei ricordi di chi rimane, dovremmo riuscire a lasciare solo sorrisi. Ed io ne voglio lasciare tanti di sorrisi.

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