Di coliche e altre cose

A 43 anni suonati penso si possa cominciare a fare il calcolo delle cose che la vita mi ha riservato.
Per esempio
👉🏼sono sopravvissuta a momenti davvero brutti,
👉🏼sono sfuggita a persone che mi volevano fare del male (e non psicologico intendiamoci),
👉🏼ho avuto sue splendide figlie e per par condicio una con il parto naturale e una con il taglio cesareo
👉🏼ho una figlia di 15 anni scassapalle e sanissima
👉🏼ho una figlia di 10 anni dolcissima e con una malattia rara
👉🏼ho traslocato 4 volte in 4 città differenti e girato 3 regioni
👉🏼mi sono sposata
👉🏼ho divorziato
👉🏼mi sono rifatta una vita, con una bambina al seguito, con una persona speciale che ha accettato un pacchetto completo e non è una cosa da tutti
👉🏼ho avuto amici che credevo speciali ed erano 💩 e quando più ero sconfortata e non credevo nel prossimo ho trovato amici che non sembrano solo speciali ma lo sono.
👉🏼ho avuto la fortuna di essere nata in un’isola stupenda con un mare che fa invidia al resto del mondo
👉🏼ho avuto la fortuna di trovare lavori che amavo
👉🏼ho la fortuna di avere l’amore per mille hobby che faccio tutti male e in modo incompleto ma io sono così
👉🏼ho la fortuna di avere intorno a me persone che mi vogliono bene nonostante sia una persona scostante e che ama stare da sola spesso e a lungo e sopratutto che sta in silenzio anche quando è in compagnia perché penso che i silenzi condivisi, quelli sani, siano dei momenti indimenticabili
👉🏼ho avuto la fortuna di crescere in campagna, con animali, piante e anche insetti e per un’estate intera una mantide religiosa è stata la mia migliore amica
👉🏼i miei occhi da bambina hanno visto la meraviglia di una famiglia che si ama, di due genitori che si sono sempre voluti bene e che ci hanno dato tutto quello che ci serviva per crescere bene e con dei principi solidi, e badate bene ho detto tutto quello che serviva, non tutto, che è una sostanziale differenza
👉🏼di contro quando è scoppiata la centrale di Chernobyl avevo 9 anni e ricordo la storia del latte buttato per le radiazioni e la paura in generale
👉🏼ho visto immagini di bambini morti affogati in un mare dal quale cercavano un aiuto per fuggire verso una vita migliore
👉🏼ho conosciuto il sessismo, l’omofobia, il femminicidio, lo specismo e ancora il razzismo, che doveva essere debellato dal cuore degli uomini anni e anni fa.
👉🏼nel mio personale libro di storia ci sono guerre, terrorismo, kamikaze, e pandemie.

Una pandemia.

Ma sopratutto ho conosciuto degli stolti che credono di essere invincibili e che la pandemia sia una sorta di bugia inventata dai potenti per renderci un mondo di povere pecore.
Ho conosciuto “i negazionisti” di questa malattia e davvero oggi più che mai sono arrabbiata.
Sono arrabbiata perché oggi sono stata in ospedale.
Sono stata malissimo, e mio malgrado sono dovuta andare in ospedale e ho visto con i miei occhi cosa sono in questo periodo.
👉🏼Ho visto un centinaio di barelle incastrate come se fosse una schermata di tetris.
👉🏼Ho visto il personale medico correre da una parte all’altra per cercare di stare dietro a tutti.
👉🏼Ho visto i percorsi. Quei percorsi che servono per muoversi in sicurezza
👉🏼Ho visto medici e infermieri con le mascherine, e anche tutti i pazienti.
👉🏼Ho visto medici con la tuta anticontaminazione
👉🏼Ho visto la privacy dei malati venire meno perché non ci sono i posti, perché ci sono ale dedicate ai malati di covid o anche solo a quelli che sono in forse.
👉🏼Ho visto il viso del personale medico stanco, tanto stanco.

E ho firmato per uscire, anche se dovevo ancora stare lì in osservazione perché non stavo più male come quando ero arrivata ma non ero nemmeno un fiore.
Ho preferito fare la terapia a casa, lontana da quello che ai miei occhi era un incubo.

Nel mondo ancora troppe persone continuano a morire, città che tornano incontro al Lockdown, numeri di contagi ancora troppo alto e qui invece cosa si è fatto? Quello che si auspicava di non fare mai.
Si è scesi in strada gridando “Campioni del Mondo”, si è ricominciato a gridare contro chi viene in Italia sperando in qualcosa di meglio, si perde tempo per andare contro una legge che punisce l’omotransfobia, si preferisce togliere alle persone piuttosto che dare, si è accusato il governo di “spargere” infetti per tenerci in pugno e portarci di nuovo verso il Lockdowne e il terrore e quello che abbiamo vissuto qualche mese fa non ha insegnato NIENTE… migliaia di morti che sono morti per niente.

Durante il Lockdown si cantava dai balconi e si sognava che quello che stavamo passando sarebbe servito a renderci migliori, tutti indistintamente migliori, perché la privazione della libertà non è una cosa che non è piaciuta solo a quel coglione di Boccelli, non è piaciuta a nessuno, ma la maggior parte di noi non è uscita di casa solo per dimostrare che non aveva paura, solo perché ha ritenuto che la cosa non aveva la gravità che veniva raccontata. Nessuno di noi ha pensato che, siccome conosciamo tante persone e nessuno era stato ricoverato per Covid-19 allora lo stesso non poteva essere così terribile come dicevano i mass-media. Io d’altronde non conosco nessuno ipovedente quindi potrei pensare che Boccelli mente, per dire, lui ci vede benissimo.
In un momento storico così importante, in un momento così difficile dove dovremmo pensare al nostro prossimo nello stesso modo in cui pensiamo a noi stessi, proprio quando la salute del prossimo è così fortemente legata alla nostra, ci si permette di essere degli stronzi. Sulla pelle anche degli altri.

Ed io, a chi sfoggia prepotentemente la sua idea malata che la mascherina non serve a niente e non la mette, a chi dice che ci stanno manipolando e che tutto è una bugia, a chi dice che i morti durante il Lockdown non erano così tanti, a chi dice che la vita deve ricominciare esattamente com’era prima perché il g5, Bill Gates, Conte, gli alieni, i party covid, ecc ecc ecc, auguro di andare in ospedale a vedere, auguro di avere l’opportunità di vedere il personale medico e le facce stanche, o i poveri pazienti che loro malgrado vengono lasciati un po’ così, accatastati.
Spero ci vadano come ho fatto io questa mattina.
Urlando. Urlando e contorcendosi per i dolori di un calcolo renale, a farsi bucare mille volte non perché gli infermieri non sono capaci ma perché per il dolore che provi le vene sono diventate dei filini talmente sottili che appena arriva l’ago si spaccano, e mentre stanno lì, urlanti, vorrei che si rendessero conto di quanto la vita non è esattamente come la pensano loro, e per continuare a pensarci bene vorrei tornassero a casa come ho fatto io, firmando, perché rimanere lì era una cosa che faceva più male ancora della colica, ma portandosi appresso un calcolo di 7 mm da espellere, in modo da avere un ricordo indelebile di quel momento.

Ah, in questo modo farebbero anche il sierologico per scoprire se sono o meno positivo al Covid-19, io nello specifico sono negativa. Ma rimango umile. E penso a chi invece non lo è.

2 pensieri riguardo “Di coliche e altre cose

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  1. Ciao, mi sono commossa leggendo il tuo racconto. Innanzitutto spesso ci lamentiamo ed invece dobbiamo guardarci dentro per renderci conto di quante cose possediamo e di quanto siamo fortunati rispetto a tanta gente. Hai parlato di famiglia, di figli, di lavoro e di campagna. E c’è gente che non può avere figli, non ha avuto una famiglia, non ha un lavoro e vive in macchina.

    Hai parlato di Covid. E’ vero. Non ci stiamo pensando più. Magari ci siamo messi a piangere vedendo le camionette dei militari passare per quei di Bergamo trasportando le centinaia di bare. Magari ci siamo commossi quando un venerdì mattina, alle undici, tutte le radio suonavano “azzurro” all’unisono.

    Poi il Napoli ha vinto la coppa Italia. E tutti a festeggiare. “Sai com’è” ha detto il governatore “sai come sono fatti i napoletani. Non potevi vietargli di festeggiare.”
    Poi hanno riaperto le discoteche, il posto in cui la promiscuità va alla grande. Dove non è che puoi impedire di ballare a due metri di distanza se il tuo intento è quello di andare in discoteca per rimorchiare.

    Poi la juve ha vinto lo scudetto. E anche qui “sai, agli juventini non puoi impedire di festeggiare”. Però la gente continua ad ammalarsi e molti stanno facendo il sacrificio di rimandare i propri progetti per via della pandemia. Me compresa che avrei dovuto sposarmi a breve.

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  2. Sai che c’è, che il virus c’è, e anche se è latente, anche se in tanti non ci pensano più non è andato via…

    Vedo in giro troppe persone che si sentono invincibili, e sono le stesse che hanno portato il virus a destra e a manca senza preoccuparsi di quello che sarebbe successo, esattamente allora, adesso.

    Sappiamo a cosa ci ha portato questo comportamento a Marzo, mi chiedo perché ci si voglia tornare a tutti i costi in un momento in cui tutti dovremmo stare attenti…

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